Mi ricordo

Mi ricordo la prima volta che ti ho baciato. Avevo le calze rotte e un po’ mi vergongnavo

Mi ricordo quando Elena è guarita, sei piombato in assemblea con tanta gioia e una bottiglia in mano. Sopra c’era il bollino del 30% della coop.

Mi ricordo il primo giorno che ho potuto scioperare. Niente a che vedere con il primo giorno di lavoro.

Mi ricordo l’ultimo corteo a Roma, gli scontri a San Giovanni, e il bruciore dei lacrimogeni. Per fortuna avevo mangiato bene in una spaghetteria e avevo messo le scarpe comode.

Mi ricordo quando mi hai lasciata. Non ho mangiato per un po’ anche quando mamma mi ha fatto le polpette al sugo. Ancora me ne pento.

Mi ricordo dell’Argentina anche se non ci sono mai stata. Mia nonna, mia zia e mia mamma sono eccentriche e invadenti. Bevono mate, non parlano bene l’italiano e hanno degli zigomi bellissimi.

Mi ricordo a prima stanza a Bologna, era più piccola di un ripostiglio e ci stava solo il letto. In Bolognina ci trovi tutto e a volte guardando Piazza dell’Unità mi chiedevo se avessi bisogno di Piazza Maggiore.

Mi ricordo quando ho fatto l’amore la prima volta. Ero a casa in un’amica che ha il papà vigile urbano. Solo tempo dopo ho capito cosa è realmente un orgasmo.

Mi ricordo quando è nata Giulia. Non me ne sono fatta una ragione e ho detto a tutti che era un alieno trovato in giardino. Non potevamo lasciarla sola.

Mi ricordo la prima volta che ho guidato senza patente. L’illegalità con una 2cv è più divertente.

Mi ricordo la gita scolastica dell’ultimo anno di liceo: Barcellona, l’arte, le birre, la camera d’albergo. Ho pomiciato con il più carino della scuola e ancora me ne vanto.


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