La finestra

Hai sbagliato dal primo giorno. Non basta l’inconfondibile accento emiliano. Non basta che da grande farai il medico, anzi il medico senza frontiere. Non basta che sorridi, che sei carina e ti vesti bene.

Hai parcheggiato la bici in malo modo e questo non è tollerabile.

Sotto la mia finestra un gruppo di anziani complotta contro ogni giovane e contro ogni immigrato. Sono il peggior stereotipo dell’anziano medio borghese di Santo Stefano e salvano solo Alam 40 enne del Bangladesh proprietario della bottega attaccata al mio portone, servizievole e gentile che salva il culo a tutti quando manca la camomilla, il latte o la pastina per la minestra. Alcuni di questi vecchi vivono nel mio palazzo, votavano Dc ora Lega vogliono più polizia e più lampioni e hanno una strana apprensione quasi ossessiva per le biciclette.

Posizionati tra l’incrocio con via Dagnini, la pasticceria e l’edicola che vende solo Il Resto del Carlino, osservano agguerriti ogni bici, ogni ciclista, ogni parcheggio fantasioso dettato dalla totale assenza di rastrelliere. Godono proprio tanto quando leghi la bici alla ringhiera sbagliata e tremano di fronte al bivio: chiamare la municipale o fare una bella ramanzina?

Tu eri il nostro punto forte, per noi quattro giovani in un palazzo che sta per morire. Niko è un immigrato artista, Antonio è un calabrese con i capelli lunghi e forse per i vecchi è peggio che essere straniero, io straniera lo sono in parte e ho i capelli troppo corti. Tu con tutte le R di Parma dovevi sfondare e assicurarci una vita gioiosa fra i vecchi di Santo Stefano, che a loro interessa solo da dove vieni e da quanto tempo abiti in zona. Certo tu sei giovane ma con qualche aneddoto sulle vacanze a Rimini e le parrocchie della provincia ce la saremo cavata. E invece no, quella bici lasciata un po’ storta tra il marciapiede e la strada ha dato via all’odio profondo che i vecchi provano per i giovani. Loro al fatto che io mi alzo alle 6 per andare a lavorare non ci credono, che sono laureata con il massimo dei voti ancora meno. Noi dormiamo tutto il giorno e quando usciamo facciamo paura, distruggiamo gli alberi del quartiere legando le bici, che si sa sono pericolose. Secondo me a Bologna se non hai una bici sei un po’ sfigato e se ce l’hai e non la usi forse sei pure stronzo. Per me se abiti a S.Lazzaro e lavori a Casalecchio ci devi comunque andare in bici. Bisognerebbe dare 1,30 euro a tutti quelli che pedalano tanto, abolire le auto in modo che nella mia via gli alberi non sembrino di plastica e i camion non ci tormentino più. Forse senza tutto quel trambusto i vecchi smetterebbero di trattarci male, toglierebbero dalle loro cantine le loro bici e sfreccerebbero per il Lunetta Gamberini fino al Savena e magari si ricorderanno che a liberare Bologna c’erano anche gli immigrati, immigrati giovani polacchi, probabilmente in bici.


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